Tasi presenta : Tutti a Teatro 2011 !

27 marzo, Giornata mondiale del teatro

La Giornata Mondiale del Teatro è stata creata a Vienna nel 1961 dall'Istituto Internazionale del Teatro. Dal 1962 è celebrata dai Centri Nazionali dell'ITI che esistono in un centinaio di paesi del mondo.
L'ITI cerca "di incoraggiare gli scambi internazionali nel campo della conoscenza e della pratica delle Arti della Scena, stimolare la creazione ed allargare la cooperazione tra le persone di teatro, sensibilizzare l'opinione pubblica alla presa in considerazione della creazione artistica nel campo dello sviluppo, approfondire la comprensione reciproca per partecipare al rafforzamento della pace e dell'amicizia tra i popoli, associarsi alla difesa degli ideali e degli scopi definiti dall'UNESCO".
Ogni anno  si organizzano diversi eventi a livello internazionale per celebrare l’ occasione. Uno dei più importanti è la diffusione del Messaggio Internazionale tradizionalmente redatto da una personalità del teatro di livello mondiale invitata  a condividere le proprie riflessioni sui temi del teatro e della pace tra i popoli.

Nel 2011 è la volta di Jessica A. Kaahwa, Uganda.

Jessica Kaahwa non è soltanto un'autrice di teatro, un'attrice, regista, insegnante d'arte scenica in possesso di un dottorato, è altresì un personaggio riconosciuto a livello internazionale per il suo impegno e il suo lavoro umanitario. Oltre alla borsa Fulbright, ha ricevuto numerosi sussidi di ricerca e altre ricompense per poter proseguire il suo lavoro di ricerca sul territorio intorno al tema dell'impiego del teatro e dei media come forza costruttiva nelle zone di conflitto e per il miglioramento delle condizioni di salute.

“Il teatro al servizio dell’umanità”

“In occasione della Giornata mondiale del teatro vi consiglio vivamente di  considerare il teatro come uno strumento di dialogo, di trasformazione sociale e di riforma. Mentre le Nazioni Unite spendono somme colossali per le missioni armate di mantenimento della pace nel mondo, il teatro propone un'alternativa spontanea, umana, meno dispendiosa e ben più efficace.”

 
 
logo
International Theatre Institute ITI
World Organization for the Performing Arts
UNESCO, 1 Rue Miollis, FR-75732 Paris Cedex 15
iti5@iti-worldwide.org / www.iti-worldwide.org

World Theatre Day Message 2011
World Theatre Day, 27 March

Per un Teatro a servizio dell’Umanità
Jessica A. Kaahwa, Uganda

    Il raduno di oggi è l’immagine concreta delle immense potenzialità del teatro nel mobilitare le comunità e creare un ponte tra le diversità.

Avete mai immaginato che il teatro potrebbe essere un potente strumento per la pace e la riconciliazione? Mentre le nazioni spendono somme di denaro colossali nelle missioni di pace nelle aree del mondo in guerra, poca attenzione è rivolta al teatro come alternativa di contatto diretto con la gente per la trasformazione e la gestione dei conflitti. Come possono gli abitanti della terra raggiungere una pace universale se gli strumenti impiegati vengono da poteri esterni e apparentemente repressivi?

Il teatro permea sottilmente lo spirito umano avvinto dalla paura e dal sospetto, modificando l’immagine del sé – e aprendo un mondo di alternative per l’individuo e dunque per la comunità. Può dare significato alle realtà quotidiane e nel contempo prevenire un futuro incerto.  Può impegnarsi nelle situazioni politiche delle persone in modi semplici e chiari. Poiché inclusivo, il teatro può mostrare un’esperienza capace di trascendere idee sbagliate avute in precedenza.

Inoltre, il teatro è un mezzo provato per sostenere e far progredire idee che noi tuteliamo collettivamente e per le quali, se violate, siamo disposti a combattere.

Per anticipare un futuro di pace dobbiamo iniziare ad usare strumenti pacifici che cerchino di capire, rispettare e riconoscere il contributo di ogni essere umano nell’impegno a realizzare la pace. Il teatro è quel linguaggio universale attraverso il quale noi possiamo promuovere messaggi di pace e riconciliazione.

Il teatro, coinvolgendo attivamente i partecipanti, può condurre a un’unica anima e decostruire le percezioni precedentemente sostenute e, in questo modo, dare all’ individuo una possibilità di rinascita affinché faccia scelte basate sulla conoscenza e la realtà riscoperta. Per far prosperare il teatro, tra le altre forme d’arte, dobbiamo fare un audace passo avanti inglobandolo nella vita quotidiana, affrontando le questioni critiche relative al conflitto e alla pace.

Il teatro esiste già in territori afflitti dalla guerra e tra le popolazioni che soffrono la povertà cronica o le malattie, con lo scopo di perseguire la trasformazione e il miglioramento sociale delle comunità. C’è un numero crescente di storie di successo in cui il teatro è stato capace di mobilitare il pubblico per costruire una coscienza e per assistere le vittime di traumi post-bellici. Piattaforme culturali come quella dell’International Theatre Institute, che hanno lo scopo di “consolidare la pace e l’amicizia tra i popoli”, già esistono.

È quindi una farsa restare tranquilli in tempi come i nostri, conoscendo il potere del teatro, e permettere che coloro che maneggiano le armi e che lanciano le bombe siano i tutori della pace nel nostro mondo. Come possono strumenti di alienazione diventare allo stesso tempo strumenti di pace e riconciliazione?

In questa Giornata Mondiale del Teatro io mi rivolgo a voi per riflettere su questa prospettiva e per considerare il teatro innanzi tutto come strumento universale di dialogo, trasformazione e miglioramento sociale. Mentre le Nazioni Unite spendono quantità colossali di denaro nelle missioni di pace intorno al mondo, attraverso l’uso di armi, il teatro è una alternativa spontanea, umana, meno costosa e in prospettiva molto più potente.

Anche se non è la sola risposta per portare la pace, il teatro sicuramente dovrebbe essere  incluso tra gli strumenti operativi nelle missioni di pace.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
   
       
.  
.