L' ANGOLO DELLA DANZA

Tasi
Festa Danzante 12/13 maggio 2012
 
Foto: Fulvio Pettinato  
www.fulviopettinato.com
 
 
L'ANGOLO DELLA DANZA - ARTICOLI
 
Katja Vaghi
di Chiasso, dopo  una prima formazione di danza moderna e classica seguita da MA in lettere, prosegue il suo percorso nell’ambito degli studi della danza. A lavori coreografici alterna la riflessione teorica per un costante input creativo. Sostiene la promozione della danza in Svizzera ed in particolar modo in Ticino.  Il suo scopo è rendere la danza accessibile. Assistere a uno spettacolo di danza deve poter essere considerato come un’esperienza piacevole.
 
Katja Vaghi scriverà articoli per "L'angolo della danza".
 
 
Primavera in danza: pensando a Noverre 

Due sono gli avvenimenti che ogni primavera risvegliano alla danza gli svizzeri.  
 
Il primo è la Festa Internazionale della Danza, il 29 Aprile. Anche se la giornata viene celebrata con sempre maggiore interesse pochi, sanno che l’idea è venuta ai membri del CID (Conseil International de la Danse) sottosezione dell’UNESCO nel 1982 all’ombra della Tour Eiffel. All’origine vi è l’intenzione di rendere visibili la danza e tutte le persone in essa coinvolte. Un’arte muta che ogni anno ha deciso di parlare e far parlare di sé. La data vuole celebrare l’anniversario della nascita di Jean-George Noverre (1727 – 1810), maître de ballet, che inventò il ballet d’action, precursore dei balletti narrativi romantici e di riflesso di tutti gli spettacoli di danza teatrale (per chi vuole approfondire: la narrazione avviene interamente attraverso i corpi e la mimica dei danzatori senza dipendere da costumi e accessori e la tecnica serve alla storia senza essere pretesto per sfoggi di bravura). Le celebrazioni sono accompagnate da messaggi d’augurio da parte di celebrità del mondo della danza: da Maïa Plissetskaïa (1996) e Julio Bocca (2010) a Merce Cunnigham (1990) a Kazuo Ohno (1998), William Forsythe (2001) e Sidi Larbi Cherkaoui (2012), interpreti e coreografi hanno voluto esprimere le loro idee sulla e speranze per la danza. A questo si accompagnano le parole del direttore del CID Alkis Raftis che cercano di indirizzare le celebrazioni ricollegando la danza alla società (e a volte, ricollocando la danza nella società contemporanea). Vari i temi e problemi che sono stati toccati: l’integrazione (2010), l’educazione (2001), i bambini (2007), i media coinvolti nella diffusione della danza e la ricerca di condizioni di lavoro più soddisfacenti (2008). 
 
Il secondo avvenimento è la Festa Danzante, che si è conclusa lo scorso 13 maggio. Alla sua sesta edizione l’evento è una delle maggiori manifestazioni primaverili svizzere ed è stata copiosamente coperta da tutte le testate giornalistiche anche quelle Ticinesi. Il fitto programma delle giornate vuole promuovere la danza avvicinandola alla realtà quotidiana. Da un lato l’arte viene portata alla gente con spettacoli a sorpresa o in luoghi inusuali, dal altro alla popolazione è offerta una ricca lista di corsi da esplorare.   
 
Cio che accomuna i due avvenimenti è la scelta di rendere la danza accessibile al grande pubblico. E se si pensa a Noverre, chino sul suo scrittorio a tracciare e codificare passi e traiettorie nuove, si rallegrerebbe di certo di quanto nei secoli la sua idea abbia portato e il numero di persone che ha coinvolto. Rendere il pubblico attivo è forse il modo migliore per celebrare la danza.  Citando Yeats: How can we know the dancer from the dance?  (Come possiamo distinguere il danzatore dalla danza?)
   
 
Masterclass di danza contemporanea  19 aprile 2012 con "Carte Blanche" a Chiasso

A Chiasso lo scorso 19 Aprile si è svolta nell’ambito di STEPS Festival della danza una masterclass di danza contemporanea. In Ticino sono rare queste occasioni di avanzamento professionale e ben undici persone erano presenti alla lezione di Imre van Opstal di Carte Blanche.

Con sede a Bergen in Norvegia, la compagnia fondata nel 1989 è composta da quindici danzatori. Al loro già vasto repertorio che comprende i coreografi più conosciuti a livello internazionale, sotto la direzione di Bruno Heyndrerickx la compagnia aggiunge ogni anno tre nuove produzioni.

Durante la masterclass i partecipanti sono stati esposti alla tecnica Gaga, tecnica usata dalla compagnia Israeliana Bathsheba, ed a un estratto del repertorio, “Corps de Walk” di Sharon Eyal. Due danzatori hanno accettato di rispondere ad alcune domande.

Qual è stata la tua esperienza generale durante il workshop? Cosa ti è piaciuto in maniera particolare e cosa porterai a livello personale e professionale?

AB: In generale é stata un'ottima esperienza, da ripetere più spesso. Ho trovato un ambiente molto rilassato, ma professionale, e le due cose spesso non vanno di pari passo. Inoltre abbiamo avuto la possibilità di lavorare su un pezzo di repertorio che non avevo mai affrontato e un training di riscaldamento nuovo. A livello professionale mi sono arricchita di novità quasi più tecniche e performative, a livello personale, spero di poter rimanere in contatto con questa realtà anche per un futuro lavorativo.

FL: La mia esperienza della Masterclass con uno dei danzatori di Carte Blanche é stata molto positiva. L'approccio al riscaldamento del corpo era molto interessante perché bisognava essere sempre attivi, mantenere una fluidità che attraversava tutto il corpo e allo stesso tempo si lavorava parti del corpo distinte. In questo modo l'energia corporea si é attivata e anche se si cambiava l'intensità del ritmo, il flusso non smetteva mai. Il danzatore era moto dinamico e la sua energia contagiosa.

Qual è la tua opinione sul fatto che si organizzi una masterclass in Ticino?

AB: Trovo che sia fondamentale uno scambio di questo genere in un circuito professionale dove sembra sempre più difficile non solo lavorare ma anche studiare. E anche se per masterclass brevi, è necessario che il circuito di conoscenze si allarghi a compagnie di ogni provenienza.

FL: Trovo un'ottima idea organizzare delle masterclass di danza contemporanea in Ticino perché stimolano, danno nuovi imput, e mettono in contatto persone che non si conoscono .

Credi che si debbano organizzare altre masterclass?

AB: Ovviamente credo che si debbano organizzare altre masterclass, soprattutto legate a festival o produzioni. Per quanto mi riguarda, credo sia importante dare spazio a realtà di ogni genere  e provenienza,d ai nomi più grandi a quelli più giovani

FL: Bisogna certamente organizzare altre Masterclass e approfittare quando arrivano delle compagnie in Ticino, perché, come detto prima, stimolano. Trovo però che dovrebbero essere aperte anche ai non professionisti come me ma che hanno la passione della danza.

Si ringrazia STEPS festival della danza, l’Ufficio Cultura Chiasso, Progetto Picaro e Rete TASI per l’organizzazione.

Katja Vaghi

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
   
 
   
       
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